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PACCHETTI SLACKWARE SCARICARE

Posted on Author Nizil Posted in Software


    Contents
  1. I gestori di pacchetti
  2. Installare Firefox su Linux
  3. Migliori distro Linux
  4. OpenOffice AutoBuilder per Slackware / Slackware64

Porteus è costruita su Slackware e quindi, potenzialmente, può sfruttare tutti i Il procedimento è abbastanza semplice, una volta scaricato il pacchetto. Slackware – Scaricare, compilare e installare gli Slackbuilds file sorgenti, la loro compilazione e la creazione dei pacchetti per Slackware. Esiste poi un programma chiamato swaret in grado di cercare e scaricare patch o interi programmi consentendo di tenere la nostra Slackware. Installare software su Linux Slackware, Forum Linux e software: e ovviamente se il pacchetto dipende da altri pacchetti, devi scaricare.

Nome: pacchetti slackware
Formato:Fichier D’archive
Sistemi operativi: MacOS. Android. iOS. Windows XP/7/10.
Licenza:Solo per uso personale
Dimensione del file: 45.36 MB

Il pacchetto del codice sorgente richiede circa MB una volta scompattato. I binari risultanti possono aver bisogno da 20 MB a MB a seconda dellal piattaforma. Nel corso dell'intera compilazione possono servire temporaneamente oltre MB incluso il codice sorgente. La sezione Download della pagina principale del sito di GRASS contiene gli ultimi binari e il codice sorgente per tutte le piattaforme supportate. Tuttavia, l'installazione è leggermente diversa su ogni sistema operativo.

Qui si possono trovare indicazioni fornite dagli utenti per l'installazione di GRASS su piattaforme specifiche.

Invece, un'altra cosa in comune con apt, è che il processo di installazione e rimozione è delegato ad un altro programma che ha lo stesso nome dell'estensione dei pacchetti, rpm. L'installazione di claws-mail è stata fatta su Fedora che, dalla versione 18, ha introdotto un'altro gestore pacchetti, adottato poi come predefinito dalla versione 22, chiamato dnf Dandified yum.

Zypper è un altro gestore di pacchetti. Gestisce pacchetti con tripla estensione. Una volta individuato nei risultati della ricerca il nome del pacchetto, possiamo procedere ad installarlo con il comando, simile al precedente:. Notiamo i dettagli dell'installazione qui verranno elencate anche le dipendenze mancanti da installare. Anche in questo caso, l'operazione andrà a rimuovere solo il pacchetto specificato e non le dipendenze installate con esso.

Se volessimo rimuovere anche le dipendenze non più necessarie e quindi non utilizzate da nessun altro programma dovremo aggiungere un paio di opzioni e il comando sarà:. Pkgtool è il gestore di pacchetti tipico di Slackware , è composto da più programmi ed è atipico perché non risolve le dipendenze!

Questo per via dei rilasci di versione di Slackware molto "rari" rispetto alle altre distro e per la caratteristica di questa distro di offrire la possibilità di includere tutti i possibili pacchetti durante l'installazione.

I pacchetti gestiti sono. Pkgtool, per eseguire ogni operazione, utilizza altri programmi che possono essere anche invocati "manualmente" da terminale ma solo da root. Per installare un pacchetto, contenuto ad esempio nella directory di lavoro, potremo digitare:.

Nelle ultime versioni di Slackware è presente un altro package manager, slackpkg che è in grado di scaricare e installare pacchetti da uno dei tanti mirror disponibili per il download di questa distro ma non è comunque in grado di risolvere le dipendenze. Il funzionamento è identito a quelli già visti, con le opzioni da passare per aggiornare update , installare install , cercare search e rimuovere remove.

I gestori di pacchetti

Abbiamo visto come Pkgtool offra una semplicissima e molto limitata interfaccia grafica ma le distro più "amichevoli" con l'utente finale sanno che il terminale e la linea di comando non sono molto graditi da tutti e in particolare dai neofiti e per questo hanno sviluppato delle interfacce grafiche anche molto curate. L'installazione e rimozione di programmi tramite queste interfacce è semplicissima : si utilizza l'apposito campo per inserire il testo da ricercare, si individua il programma che desideriamo tra i risultati della ricerca e si installa con un paio di click.

Cosa ci aspetta nel prossimo futuro riguardo all'installazione dei programmi su Linux? Ci sono molti movimenti ma, più o meno tutti, vanno nella stessa direzione: creare pacchetti contenenti non solo il programma da eseguire ma anche tutte le sue dipendenze e, sfruttando le caratteristiche del kernel, eseguire questi programmi isolati dal sistema e gli uni dagli altri. I vantaggi dovrebbero essere subito evidenti: niente più grattacapi per dipendenze irrisolte o, peggio, in conflitto con altri programmi, maggior sicurezza perché la compromissione di un programma non potrà intaccare il funzionamento del sistema o degli altri programmi in esecuzione ma anche la riduzione della frammentazione nella distribuzione dei programmi.

Se dovesse affermarsi uno standard fra tutte le possibili alternative, quindi, niente più pacchetti. Vediamo brevemente quali sono i più promettenti fra questi nuovi sistemi. Sviluppato da Canonical la stessa dietro ad Ubuntu dal per avere un sistema semplice di gestione delle applicazioni per i dispositivi mobili smartphone e tablet che "montano" Ubuntu.

Installare Firefox su Linux

Questo sistema prevede l'utilizzo di un apposito filesystem in sola lettura per creare un contenitore dove installare programma, dipendenze, documentazione e pagine di manuale. L'utilizzo è semplice e simile a quanto già visto; per cercare i programmi ad esempio un browser si digita:. Una volta individuato il programma che ci interessa in questo caso links , possiamo installarlo:. Ribattezzato con un nome simile a quello delle forniture da assemblare stile IKEA prima era xdg-app , questo sistema di "pacchettizzazione" delle applicazioni è sviluppato dal da membri di RedHat, Fedora, Gnome ma indipendente da questi.

Una volta installato si presenta anche questo come un package manager ma non si appoggia ad un unico database online; per l'installazione dei programmi occorre un file con estensione. Se per esempio vogliamo installare Picard dovremo digitare:. Alla prima installazione di un programma, flatpack installerà anche il runtime necessario all'esecuzione delle applicazioni installate con questo metodo. Infatti anche se i programmi sono eseguiti in sandbox e isolati rispetto al sistema, possono condividere tra loro alcune librerie e l'ambiente runtime di default basato su Gnome si occupa proprio di mettere a disposizione queste librerie comuni.

Al contrario di Snap, una volta installato il programma con Flatpak, questo non si troverà nel menù delle applicazioni e nemmeno sarà possibile lanciarlo normalmente dal terminale digitando il nome dell'eseguibile, ma dovremo invocarlo con un apposito comando:.

Anche in questo, la disinstallazione lascia solo qualche traccia del programma nella home e si esegue con il comando:. Fedoraproject fornisce pacchetti RPM per le versioni stabili preparate per l'installazione sui sistemi Fedora:.

Pur potendo scegliere di installare i binari da un'altra fonte, è meglio installare questa versione in questo modo, poiché tutte la maggior parte le dipendenze vengono installate nel modo più indolore possibile. Si veda la sezione Compilare e installare per uno script di shell che lo rende più facile. Jump to: navigation , search. Navigation menu Personal tools Log in Request account.

Namespaces Page Discussion. Per leggere quest'ultimo dato va considerata la comparsa nel di Ubuntu e, negli anni successivi, di altre distribuzioni rivolte a un pubblico tecnicamente meno preparato, il quale fino ad allora era stato escluso dall'ecosistema Linux. I dati relativi all'utilizzo della parola "Slackware" nel motore di ricerca Google mostrano che, nel periodo tra il e l'inizio del , il termine è stato utilizzato più frequentemente in Bulgaria , seguita nell'ordine da Polonia , Brasile , Lettonia , Romania , Repubblica Ceca e Indonesia.

A partire dal si è inoltre verificata una diminuzione progressiva dell'utilizzo del termine. Altri progetti.

Migliori distro Linux

Per informazioni dettagliate su specifici software inclusi nella distribuzione si consiglia di leggere la documentazione reperibile sul proprio sistema oppure online. In particolare si raccomandano le pagine man anche online , la documentazione del progetto GNU e i siti web dedicati agli specifici progetti. In aggiunta agli strumenti inclusi nella distribuzione, all'interno della comunità è nata negli anni una serie di programmi per la gestione dei pacchetti e dei repository.

Questi strumenti vengono sviluppati da terze parti e pertanto non godono del supporto ufficiale. Alcuni utenti, gruppi di utenti e sviluppatori hanno creato dei repository contenenti software non incluso nella distribuzione.

Alcuni di questi progetti sono stati iniziati e vengono mantenuti da membri del team di Slackware. Si tratta comunque di pacchetti che non godono del supporto ufficiale. Con la pubblicazione di Slackware Nel corso del tempo si sono alternati diversi progetti gestiti da terze parti.

Chi preferisce un ambiente desktop simile alla versione 2. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Versione Data di pubblicazione Supportata patch Caratteristiche principali, cambiamenti 7. Distribuzioni derivate [ modifica modifica wikitesto ] Segue un elenco di alcune distribuzioni derivate da Slackware: Austrumi - distribuzione live di origine lettone. Popolarità globale [ modifica modifica wikitesto ] I dati raccolti dal sito DistroWatch mostrano che l'interesse per la pagina dedicata a Slackware si è mantenuto, nel corso degli anni, relativamente stabile: escludendo infatti le statistiche relative ai primi due anni di vita del sito, i contatti giornalieri ricevuti dalla pagina oscillano tra un minimo di e un massimo di , mentre nel ammontavano a URL consultato il 18 dicembre URL consultato il 16 ottobre URL consultato l'11 novembre URL consultato l'11 giugno URL consultato il 19 marzo Cantrell, C.

Lumens, L.

OpenOffice AutoBuilder per Slackware / Slackware64

Johnson e A. Hicks, Slackware Linux Essentials - 1. An Introduction to Slackware Linux , su Slackbook. URL consultato il 22 gennaio URL consultato il 16 luglio URL consultato il 15 giugno URL consultato il 31 maggio URL consultato il 16 marzo URL consultato il 18 maggio URL consultato il 15 marzo URL consultato il 19 maggio URL consultato il 14 giugno URL consultato il 15 marzo archiviato dall' url originale il 30 marzo URL consultato il 16 novembre URL consultato il 26 novembre URL consultato il 30 maggio URL consultato il 17 gennaio URL consultato il 25 novembre URL consultato il 25 novembre archiviato dall' url originale il 29 novembre URL consultato il 16 giugno URL consultato il 20 gennaio archiviato dall' url originale il 4 marzo URL consultato il 20 gennaio Hicks, Slackware Linux Essentials - 6.

URL consultato il 21 gennaio URL consultato il 16 novembre archiviato dall' url originale il 3 dicembre URL consultato il 18 giugno Hicks, Slackware Linux Essentials - Slackware package management , su Slackbook. URL consultato il 15 novembre URL consultato il 16 gennaio URL consultato il 23 maggio URL consultato il 27 marzo URL consultato il 16 novembre archiviato dall' url originale il 4 dicembre Please seed!

URL consultato il 17 maggio URL consultato il 17 giugno


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